IL KOBUDO

Il Kobudo, o Kobujitsu, è lo studio delle armi della tradizione giapponese che ha origine nell'isola di Okinawa. Kobudo letteralmente significa "antica via marziale" (o "antica arte marziale nel caso del nome Kobujitsu): Ko=antico, Bu=marziale, Do=via (Jitsu=arte). La nostra associazione studia, oltre alle armi tradizionali di Okinawa, anche Katana, Jo e Naginata.

STORIA

Il Kobudo ha origine in Okinawa, con diverse influenze cinesi. È difficile ricostruire la storia di come il Kobudo si sia sviluppato in Okinawa. Principalmente le tradizioni di questa arte vennero tramandate in maniera orale per molte generazioni prima che ne venisse scritta anche solo una minima parte; infatti il proposito era proprio quello di non divulgare  le tecniche a chiunque: solo ad alcune persone era permesso allenarsi con le armi, le tecniche erano attentamente tenute segrete e gli allenamenti venivano spesso fatti di nascosto. Infine quasi tutti i documenti scritti sull'argomento sono andati distrutti a causa delle battaglie, dei bombardamenti e degli incendi che seguirono la seconda guerra mondiale.

Okinawa fa parte dell'arcipelago delle Ryukyu che si estende in buona approssimazione dal Giappone a nord a Taiwan a sud. La conformazione di queste isole è lunga e stretta e difatti "Okinawa" significa più o meno "corda del mare". L'isola di Okinawa si trova al centro delle Ryukyu ed è la più grande di tutto l'arcipelago, che comprende più o meno 105 isole. I primi abitanti vi arrivarono nel IV secolodalla Cina, dal nord del Giappone e dall'Asia Meridionale. Queste persone vivevano semplicemente di quello che la tera e il mare offrivano loro. Le popolazioni del Giappone a nord riconobbero l'importanza strategica di Okinawa e questo si tradusse in invasioni continue dell'isola da parte dei Giapponesi dal VI al IX secolo, costringendo così gli abitanti di Okinawa a organizzarsi in villaggi. Attorno al 1340 le isole Ryukyu furono divise in tre regni rivali: Ryukyu del nord, centro e sud. Questa divisione portò a continue guerre intestine fino al 1429 quando la dinastia Sho riunì le Ryukyu in un solo regno. Questo significò un periodo di prosperità per Okinawa

che diventò un importante nodo commerciale nelle rotte di scambi tra Giappone, Cina, Indocina, Tailandia, Malesia, Borneo, Indonesia e Filippine. La dinastia Sho crollò nel 1470 dando origine a un periodo tumultuoso prima che nel 1477 salisse al potere un nuovo re: Sho Shin. Col fine di controllare i signori della guerra ribellisparsi per l'isola, Sho Shin impedì sia a nobili che a contadini di portare la spada. Il re ordinò inoltre che tutte le armi fossero raccolte e custodite sotto il controllo reale nel suo palazzo a Shuri e con un editto impose a tutti i nobili, ormai senza armi, di andare a Shuri per vivere vicino alla capitale.    Nacquero di conseguenza due movimenti:    i nobili ricercati impararono e svilupparono l'arte di

combattere a mano nuda, il "te", mentre fattori e pescatori svilupparono un sistema con le armi basato sull'uso di utensili e attrezzi agricoli in combattimento, il Kobudo. Entrambi questi sistemi erano praticati in segreto e per la maggior parte confinati alle rispettive classi sociali per diversi anni.

Il Kobudo utilizzava, tra i tanti attrezzi, bastone di legno, falcetti e macete. I maestri di ognuna di queste armi sviluppavano kata o forme per ricordarne i principi difensivi e offensivi. Il kata è il meccanismo principe attraverso il quale i segreti del Kobudo sono stati preservati.

Nel 1609, il clan Satsuma con i suoi samurai colonizzò il regno delle Ryukyu, nonostante da anni a Okinawa si potesse di nuovo usare le armi. Essi partirono con l'invasione, arrivando dalle isole del Giappone a nord, perché Okinawa si rifiutava di riconoscere l'autorità dello Shogun del Giappone fresco di unione. Il re di Okinawa fu trasferito a Edo (Tokyo) dove fu obbligato a diventare un burattino nelle mani dei Giapponesi e, come più di un secolo prima fece Sho Shin, furono messe fuori legge tutte le armi tradizionali come spade asce e falcioni. Di nuovo il Kobudo acquistò valore, visto che costituiva l'unica possibilità di difendersi contro i Samurai armati. Okinawa aveva una relazione tributaria con la Cina dal 1372 e il Giappone era interessato al fatto che continuasse perché i regnanti nipponici volevano e avevano bisogno di questo contatto con i Cinesi. Questa relazione tributaria

favorì la diffusione delle arti marziali cinesi nelle Ryukyu in quanto i nobili che andavano a portare i tributi in Cina spesso si fermavano per un periodo e molti di essi dedicavano questo tempo allo studio di quelle arti. Ciò favorì ulteriormente lo sviluppo del Kobudo.

Il regno delle Ryukyu cessò di esistere come tale nel 1879 quando le autorità centrali giapponesi lo annessero al Giappone come prefettura di Okinawa. Prima di questa data, i suoi abitanti vivevano in una società controllata da regole e regolamenti ben definiti che ne limitavano la libertà. Ai contadini era vietato imparare a leggere e scrivere e non potevano imparare o praticare arti marziali. Ancora una volta, il Kobudo doveva essere appreso di nascosto.

LE ARMI
BO

Il Bo, o bastone lungo, è probabilmente una delle prime armi che l'umanità abbia mai usato per difendersi o cacciare: poteva essere trovata facilmente, non era difficile da maneggiare e poteva servire a molteplici scopi.

In Okinawa il Bo probabilmente ha avuto origine da un attrezzo agricolo chiamato Tenbin. Era un bastone tenuto sulle spalle a cui si potevano appendere pesci o secchi d'acqua (uno per ogni estremità) per trasportarli. Trasportare cose aiutava a camuffare la sua vera natura. Quando qualcuno li attaccava non riconoscendolo come arma, gli abitanti di Okinawa potevano far scivolare via facilmente i secchi dal bastone e usarlo efficacemente in combattimento. Il Bo potrebbe comunque anche aver avuto origine anche dai bastoni da passeggio che i monaci usavano per aiutarsi nelle loro camminate ed eventualmente per difendersi.

Il Bo è lungo circa 180 cm: il nome completo del tipo più utilizzato è Rokushakubo che significa bastone di sei Shaku (un'unità di misura simile al piede anglosassone). Questa sua lunghezza lo rende un'arma preziosa nel Kobudo perché consente, in genere, di difendersi stando fuori dal raggio di azione dell'arma dell'avversario. La sua lunghezza però lo rende relativamente inefficace nel caso di combattimento ravvicinato.

Il Bo è fatto solitamente in legni resistenti, come frassino o quercia cinese, di modo che non si rompa anche se usato per bloccare una spada. Il Bo giapponese è più spesso al centro e va assottigliandosi verso le estremità, tipicamente fino al 30% in meno. Quello di Okinawa, invece, è della stessa dimensione sia al centro che alle estremità.

Le tecniche con il Bo sono state sviluppate probabilmente molto presto nella storia e perfezionate dopo l'era Heian (intorno al 1127).

SAI

L'origine del Sai è incerta. Potrebbe derivare da un attrezzo agricolo anche se l'ipotesi più accreditata lo indica come fermaglio per capelli femminile.

I sai sono spade corte d'acciaio a tre punte che possono essere lunghe fino a mezzo metro, con la punta centrale più lunga delle altre due. Tradizionalmente queste punte erano appuntite al fine di trafiggere.

I sai in genere venivano usati a coppia. Un terzo sai veniva nascosto nella cintura (obi) e veniva usato per rimpiazzarne uno se cadeva o veniva lanciato al nemico che caricava. Se il lancio aveva successo, il combattimento finiva di colpo. In caso contrario la distrazione creata poteva essere sufficiente ad avvicinarsi per trafiggere il nemico con la punta del sai, o contrattaccare, e vincere la battaglia. La forma particolare del sai permette di intrappolare altre armi, specialmente la katana, tra le biforcazioni per contrattaccare con l'altro sai. Un sai poteva essere attaccato anche in cima a un Bo, creando così una lancia.

Originariamente i sai erano fatti da 2 parti separate: una parte centrale e una comprendente i rebbi ricurvi. Queste 2 parti erano poi unite con un processo simile a quello che usavano i mastri spadai nell'Europa medievale. Verso la fine del XIX secolo cambiò il metodo: con un sai si faceva un buco nel terreno in cui poi si versava l'acciaio fuso, ottenendo una perfetta replica dell'originale una volta indurita la lega metallica. In seguito venivano levigate le imperfezioni e lucidato il sai.

La parte lunga del sai dovrebbe coprire l'intero avambraccio per garantire protezione completa da un attacco. La parte finale del manico può avere diverse forme e può essere usata per colpire.

Il Jitte, o Jutte, è una versione del sai più piccola e con un solo rebbo ricurvo. Veniva usato  in passato dalla polizia giapponese.

TONFA

Il Tonfa, come le altre armi del Kobudo, era usato come attrezzo agricolo prima di diventare un'arma. Era il manico della macina per preparare la farina dal riso che poteva facilmente essere rimosso.

È simile allo sfollagente della polizia. La parte principale del Tonfa consiste in un corpo di legno duro, lungo 50-60 cm. Un'impugnatura cilindrica di 15 cm è attaccata al corpo del Tonfa a formare un angolo di 90 °.

I tonfa in genere vengono usati a coppia. Le tecniche per quest'arma sono state sviluppate in modo da proteggere l'avambraccio mentre si blocca una katana o un bo per poi contrattaccare ruotando il tonfa per colpire testa, costole o articolazioni dell'avversario. I tonfa possono essere anche usati per parare e colpire nella stessa maniera di quando si è a mani nude.

KAMA

Il Kama è stato una delle prime armi che gli abitanti di Okinawa utilizzarono in seguito alla confisca delle armi tradizionali. Era un attrezzo per tagliare le erbacce o raccogliere riso o canna da zucchero. Come arma era semplice ma molto affilata e potenzialmente letale. Ad ogni modo la sua struttura lo rendeva molto fragile se attaccato con duri colpi diretti alla lama. Per questo motivo l'arma fu riprogettata dando vita al natagama, che era più resistente in quanto la lama si estendeva anche oltre la curva del normale kama fino a entrare nel manico. Questo rendeva la parte tagliente più grande e soprattutto si toglievno i punti deboli, come quello dove la falce era fissata al manico.

Un'altra versione del kama, il kusarigama, aveva una catena attaccata per aumentarne la portata. Il suo uso era però limitato poiché in Okinawa le catene erano rare e inoltre attaccarne una al kama avrebbe reso più evidente l'uso di esso come arma.

NUNCHAKU

Forse l'arma del Kobudo più famosa in occidente, il Nunchaku deve la sua popolarità principalmente al suo uso da parte di Bruce Lee, attore e artista marziale di origine cinese.

Come per la maggior parte delle armi del Kobudo, la sua origine è discussa. Alcuni dicono che abbia origini cinesi, altri sostengono che derivi dal morso per i cavalli; l'ipotesi più accreditata sembra quella che dice che fosse usato dai contadini per pestare il riso.

Il nunchaku è fatto da 2 bastoni, solitamente di legno duro, connessi con una corda, che in genere era un crine di coda di cavallo, oppure una catena. L'ultimo caso era meno frequente visto che era difficile trovare catene su Okinawa. Ai Giapponesi appariva dunque come un'innocua coppia di bastoni legati assieme. La lunghezza dei bastoni può variare, come anche quella della corda o catena che li lega, e possono cambiare anche peso e dimensioni. In genere il bastone del Nunchaku dovrebbe essere lungo quanto l'avambraccio di chi lo utilizza ma è comunque una decisione personale.

Quest'arma poteva essere usata per colpire, parare e immobilizzare un avversario. Richiedeva all'utilizzatore di essere abile con entrambe le mani: durante il suo utilizzo, è possibile che passi da una mano all'altra a seconda della necessità.

Il bastone del Nunchaku è diviso in tre parti: la superiore (Jokon-bu), la mediana (Chukon-bu) e l'inferiore (Kikon-bu). La sommità dei bastoni si chiama Kontoh e il buco attraverso cui passa la corda prende il nome di Ana. Il fondo del Nunchaku si chiama Kontei.

Esistono molte varianti del nunchaku "classico". Sembra che quello cinese abbia i bastoni di sezione circolare (Maru Gata Nunchaku). I Giapponesi li resero un po' più efficienti facendo i bastoni a sezione ottogonale (Hakabukei Nunchaku). C'è poi un tipo di Nunchaku che ha un bastone più lungo e uno più corto (Setsu Kon Nunchaku). Questa varietà ha l'intento di evitare di colpirsi la mano quando un colpo va a vuoto. Una variante è fatta da due metà di bastone che combaciano alla perfezione rendendo il Nunchaku più facile da trasportare (Han Kei Nunchaku). Ulteriori varietà differiscono nel numero di bastoni, tre (San Setsu Kon) o quattro (Yon Setsu Kon). Queste ultime varietà rendono l'arma più difficile da bloccare e più efficace nell'essere girata attorno all'avversario per immobilizzarlo.

JO

Per il Jo vale generalmente quello detto in precedenza per il Bo con la differenza che il Jo è lungo quattro Shaku invece di sei. Le sostanziali differenze con il suo omologo più lungo rispetto al suo utilizzo sono due.

Chi sapeva utilizzare il Jo aveva la possibilità utilizzare come arma, oltre che all'attrezzo agricolo da cui deriva, anche bastoni da passeggio o rami trovati per terra, che erano più frequentemente della lunghezza di quest'arma piuttosto che quella del Bo.

Il Jo, avendo una lunghezza minore, non ha il vantaggio della portata del Bo. Per sfruttarne la lunghezza al massimo, deve essere fatto scivolare tra le mani in modo da avere la maggior parte del bastone verso l'avversario.

KATANA

La Katana non è una delle armi del Kobudo tradizionale ma chi pratica Ju-Jitsu si allena nell'uso di essa, in quanto arma caratteristica dei Samurai. Infatti nel Giappone feudale solo a questi era concesso di usarla.

Le sue origine non sono certe, si tende a pensare comunque che derivi dall'unione dell'artigianato sia cinese che giapponese. Ci sono infatti diverse prove che dimostrano che la Katana sia stata introdotta in Giappone dallla Cina, sebbene in una forma primitiva. La Katana in giappone nasce come spadone pesante e, con l'evolversi dell'artigianato delle armi e delle tattiche di guerra, è diventata sempre di più agile e leggera in modo tale da poter essere utilizzata nelle battaglie più veloci.

Questa spada ha la lama leggermente ricurva, appuntita in cima e con un solo filo. Chi la utilizzava studiava il modo di sfoderarla e colpire immediatamente l'avversario, tecnica chiamata Laido.

In Giappone la Katana non è più utilizzata per scopi militari ma è comunque arrivata, come arma, fino alla prima guerra mondiale compresa. Ad ogni modo ad oggi ha una grandissima importanza culturale e cerimoniale nella cultura di questa nazione, come del resto il Ju-Jitsu stesso.

(c) 2015  JU-JITSU EMPOLI. Creato e sviluppato da Francesco De Leonardis.

Contenuti by Francesco De Leonardis, Daniele Bonamici e Paolo Scarpi